VERAMOI VIROI

 

Il progetto “Veramoi Viroi ” nasce con la finalità di rievocare fedelmente i guerrieri Celtiberici che facevano parte dell'esercito di Annibale Barca quando invase l'Italia nel 218 a.C.

I Celtiberi nascono dalla fusione della cultura celtica La Tene con il substrato iberico preesistente. Vediamo infatti che diverse pratiche religiose, quali il trarre auspici dalle convulsioni di una vittima sacrificale, sono comuni anche ai transpirenaici. La società è prevalentemente dadicata alla pastorizia, causata dalla natura brulla e montana del territorio iberico.

Sono sempre stati descritti dagli autori antichi come tra i guerrieri più feroci del mondo antico. I fabbri celtiberi sono tra i più rinomati: la grande presenza di miniere di ferro di ottima qualità li rende ottimi artigiani e i loro prodotti che nelle altre zone sono costosissimi, qui sono appannaggio anche delle classi medie.

 

"Per fabbricare le loro armi seguono una tecnica particolare: seppelliscono dei lingotti di metallo sotto terra e ve li lasciano fino a che, col passare del tempo, la ruggine non ha divorato la parte più debole e ciò che resta è la parte più forte, e da questa essi forgiano spade eccellenti ed altri oggetti utili in guerra" (Diodoro Siculo)


Le sepolture e l'arte monumentale denunciano una società fortemente legata ai valori marziali e retta dalle aristocrazie combattenti, la cui unica spinta all'evoluzione militare risulta legata alla pratica del mercenariato.

Il guerriero celtibero si contraddistingue per un legame profondo e sacrale con le proprie armi, una fedeltà incrollabile riposta nei propri comandanti e un totale disprezzo del pericolo (Valerio Massimo)

 

Bibliografia:
Diodoro Siculo, Bibliotheca historica.
Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX.
E. Quesada Sanz, El armamento ibérico. Estudio tipològico, geogràfico, functional, social y simbòlico de las armas en la Cultura Ibérica.
Gioal Canestrelli, I Celti e l'arte della guerra.